Il pagamento moderno: virtuale

 

Oggi anche lo schermo del computer con i suoi grafici e le cifre che cambiano velocemente ci ricor­dano in modo doloroso quanto è difficile afferrare e anche ricordare le vere quantità di denaro.

Nei nostri tempi con l’uso dei bancomat, di stru­menti quali bonifici bancari e soprattutto con le car­te di credito, il pagamento sembra facilitato. Sembra, ma, in realtà, non abbiamo più nessuna idea quantita­tiva e precisa di ciò che il denaro può significare per noi veramente. Nella moneta e nelle banconote i va­lori, pur essendo astratti, sono perlomeno visibili e reali. Ma il pagamento virtuale è semplicemente in­visibile per i nostri sensi. Significa che abbiamo un’idea molto vaga dell’importo e del suo vero valo­re. Bisogna essere molto cauti perché virtuale non è il contrario di reale, ma bensì di fisico: non è afferrabi­le e ci fa perdere il rapporto con la materia.

Gli scienziati hanno scoperto che il cervello medio non è proprio in grado di riconoscere grandi nume­ri, soprattutto quelli con più cifre. Una debolezza che è presente in molti.

Già nel 1871 l'economista William Stanley Jevons ha effettuato il suo famoso esperimento con i fagioli. Chiedeva a delle persone di guardare per un attimo in una scatola contenente dei fagioli. La sua scoperta rilevava che la percezione intuitiva di una quantità, (in questo caso fagioli), non va oltre i quattro elemen­ti. Già i Maya e i Romani ne erano consapevoli e come sappiamo cambiavano il loro sistema del con­teggio dopo il numero quattro.

Con altre parole: un costoso acquisto fatto con la carta di credito non viene proprio registrato dal cer­vello. Una vera trappola! Ed è solo una delle varie insidie del denaro...

Un esempio: provate a immaginare la cifra di 5.000 Euro. Cosa significa questo numero? Cosa evoca? Quante ore del vostro lavoro sono veramen­te necessarie per raggiungere questa somma? Quante banconote da 100 sono necessarie per avere 5.000 Euro? Immaginatelo concretamente! Quanto è alta una mazzetta di pezzi da 100 Euro, da 50 o 200, per formare l’importo di 5.000 Euro?

Quando si parlava del fenomeno Madoff, l’investi­tore accusato di una delle più grosse frodi di tutti i tempi, bisognava immaginare che il debito creato di 30 miliardi di Dollari, corrisponde a 7 volte l’altezza di una torre di grattacielo, costruita solo da banco­note di 100 Dollari …

Immaginarsi la quantità di denaro, ci fa capire come, in realtà, non siamo proprio in grado di ve­derlo e percepirlo correttamente.

Ci rendiamo conto che la nostra percezione del va­lore è vaga e imprecisa. Siamo oramai solo in grado di valutare con criteri inesatti un importo, usando parole come molto o poco oppure caro o a buon mercato. Questa imprecisione aumenta ancora di più se pa­ghiamo con bancomat o carta di credito. A seconda delle decisioni individuali in un attimo, senza nean­che il tempo di rendersene conto, si detratta una ci­fra che spesso non sta in nessun rapporto con il rea­le sforzo che, in media, dobbiamo fare per guada­gnare questo importo. Nessun peso di una gallina fa più riferimento alla cifra spesa …

Quante ore della vostra vita e della vostra libertà se ne vanno per un acquisto che forse si rivelerà anche poco utile?

Altro interessante esercizio di consapevolezza:

proviamo a pensare alla nostra età non in anni ma in ore! Una persona di 40 anni ha un’età di circa 350.400 ore! Pensare in ore aiuta a dare al tempo un valore più prezioso. Ci rendiamo conto che a una persona di 40 anni rimangono circa altre 350.000 ore di vita Perché sprecarle inutilmente? Ogni ora equi­vale ad un Euro oppure ha un valore impagabile?

Ritorniamo alla perdita della cognizione quantita­tiva e numerica del denaro. Il costante utilizzo della carta di credito può rivelarsi un vero pericolo e spiega perché la gente spesso spende di più di quan­to guadagna e, successivamente, s’indebita. Il denaro astratto rende manipolabili! Il denaro diventa un mostro invisibile, che ha un’influenza negativa sul nostro comportamento e, quindi, su tutta la nostra reattività.

Invece di controllare il flusso del denaro, siamo noi a essere controllati dal denaro, perché ci trovia­mo di fronte a una conseguente situazione di stress e malessere.

Il denaro visibile deve sparire. In tutti i Paesi in­dustrializzati si fa lo sforzo di sostituire il denaro contante con le carte di pagamento plastificate in modo che ogni tipo di pagamento si svolga in modo virtuale e invisibile. Tutti i nostri acquisti, pagamenti e movimenti finanziari, sono completamente con­trollabili dalle banche e da altre istituzioni, ma diffi­cilmente percepibili da noi.

Probabilmente in un futuro non lontano ci saran­no chip impiantati sotto la pelle nel nostro corpo. Passando, per esempio, alla cassa, invece di usare il nostro portafoglio, un lettore leggerà l’importo da pagare sulla nostra mano o sulla nostra fronte e lo detrarrà automaticamente dal nostro conto corrente. Un chip significa non solo avere tutti i movimenti bancari sorvegliati e riconducibili, ma essere costan­temente sempre rintracciabile via satellite. In fondo lo siamo già con i nostri cellulari.

 

Sono, ovviamente, tutti processi che difficilmente, nel nostro piccolo, riusciamo a contrastare, ma di­mostrano come dobbiamo acquisire un’assoluta consa­pevolezza sul nostro denaro e tenerci continuamente ag­giornati e informati.

Fin quando sarà possibile, è comunque meglio portarsi dietro il più possibile soldi veri e non carte di plastica.

Prima di spendere le banconote, provate a perce­pirle fisicamente, toccarle, vederle e contarle! Accarez­zatele dicendo a loro: "ritornerete da me con altri mille compagni!"

Aiuta a sviluppare l’intuito e il rispetto per il dena­ro. Questo è uno dei trucchi che si impara nei semi­nari molto onerosi che insegnano come diventare ricchi!

Per la maggior parte della gente la carta di credito ha una connotazione negativa: perché si è tentati di spendere di più di quanto si ha realmente sul conto; è così facile da usare. Questo provoca in seguito ti­mori e preoccupazioni per il saldo di fine mese.

Ma le carte di credito servono, in Europa, soprat­tutto a fornire credibilità: per esempio quando si vuole noleggiare una macchina, prenotare un alber­go o fare una spesa veloce in Internet.

Per avere un maggior controllo sui soldi, è consi­gliabile pagare una fattura o una bolletta il giorno stesso, saldare tutto il più presto possibile! Chiudere una struttura aperta, chiudere una gestalt (termine tede­sco prestato dalla psicoanalisi), il più presto possibi­le. Questo atto rende più liberi e aperti ad altro. E’ proprio il contrario di ciò che ci insegnano e suggeriscono oggi: compra oggi, paghi domani o tra qualche mese. Vivi con i vincoli!

L’utilizzo della banconota e della moneta ci tra­smette comunque ancora una certa fisicità, che può dare un certo senso di sicurezza e conforto. Anche una carta di credito, in un certo senso, può regalare questa piacevole illusione. Bisogna sempre seguire con occhi aperti il movimento del denaro.

La carta di credito nasconde anche un’altra sfida non indifferente: per utilizzarla bisogna ricorrere a un codice e a diversi numeri, i cosiddetti pin Anche questi richiedono una vera gestione: memorizzarli, nasconderli e pren­dere ulteriori misure di sicurezza: tutti gesti di con­sapevolezza, ma anche di semplice concentrazione. Richiedono molto tempo e rischiano di allontanarci dell’obiettivo principale: pianificare un acquisto uti­le.

Capire il flusso del denaro significa poterlo appli­care analogamente anche in altri settori della vita: la salute, l’amore, il lavoro e le relazioni personali!

Consideriamo un altro aspetto pericoloso della carta plastificata. Non solo è la carta di credito a es­sere una vera trappola, ma anche la cosiddetta carta cliente....